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L’Economist si occupa degli investimenti in francobolli

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Andamento Indici

E’ risaputo che collezionare oggetti rari e antichi rappresenta oltre ad una passione anche una forma di investimento molto interessante.
Il noto settimanale inglese “The Economist” ha voluto approfondire questo tema, provando a raccogliere in un indice, l’andamento di alcuni settori legati al collezionismo al fine di verificarne l’andamento dal 2003 ad oggi e di confrontarlo con quello di altri indici ad alto rendimento.

 

All'interno dell'indice vi sono le auto d’epoca (a tal proposito l’articolo cita come una Ferrari del 1957, possa oggi essere battuta in asta ad un prezzo di riferimento di 9-11 milioni di dollari!), le monete, gli strumenti musicali (violini e chitarre), il vino, le opere d’arte e naturalmente anche i francobolli.

 

Come riporta il grafico, l’andamento dei francobolli è secondo solo a quello delle auto d’epoca e l’interesse verso l’investimento in filatelia è così alto che Stanley Gibbons, società che pubblica cataloghi filatelici dal 1881, si augura di poter realizzare quest’anno un fondo filatelico del valore di 23 milioni di dollari.

 

L’indice complessivo valutato dall’Economist è stato composto con un 36% di opere d’arte, 25% di auto d’epoca, 17% di monete, 10% di vino, 6% di francobolli e 6% di strumenti musicali.

 

L’andamento mostra delle performance davvero elevate con una crescita del 223% dal 2003 e del 54% dal 2009, questo rendimento si mostra superiore anche a quello del MSCI World uno dei fondi azionari più importanti, che è cresciuto dal 2003 del 147%.