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La tragedia in una lettera

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Lettera dal Titanic

Sarebbe una semplice lettera, scritta da una figlia ad una madre nella cabina di una nave durante un’attraversata oceanica per raccontare qualche dettaglio del viaggio. Una semplice lettera… se non fosse datata 14 aprile 1912, se quella nave non si fosse chiamata Titanic e se pochi giorni fa non fosse stata battuta all’asta per 119.000 Sterline (circa 145.000 Euro).

 

L’autrice, Esther Hart, si rivolge alla madre raccontando del proprio viaggio a bordo dell’incredibile transatlantico verso una nuova vita in Canada, accompagnata dalla figlia di sette anni Eva e dal marito Benjamin che quella stessa notte, in virtù delle regole di navigazione che prevedono il salvataggio prioritario di donne e bambini, avrebbero visto per l’ultima volta.

Leggendo le parole scritte dalla mano inconsapevole di Esther a poche ore dalla fatale collisione, si provano emozioni che difficilmente un reportage giornalistico, un libro o una trasposizione cinematografica sarebbero in grado di suscitare. Si prova un forte senso di vicinanza alla tragedia personale dell’autrice e degli altri passeggeri, forse perché indotti a riflettere sull’imprevedibilità degli eventi da cui nessuno di noi è immune.

 

L’eccezionale valore riconosciuto alla lettera da parte di un acquirente anonimo dopo numerosi rilanci all'asta indetta dalla britannica “Henry Aldridge and son”, conferma il grande interesse e fascino che il tragico evento del Titanic ha sempre suscitato e continua a suscitare nei collezionisti.